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PRESENTAZIONE |
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GRUPPO DI RICERCA SUI LINGUAGGI DELLA GUERRA E DELLA VIOLENZA |
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Il Gruppo, di cui fanno
parte una cinquantina di studiosi italiani e stranieri, fa capo al Centro
Studi "Zebra" sulle Identità (coordinato da Mario Corona) e si propone
di indagare la violenza in quanto linea di confine intorno a cui le
identità, talvolta simultaneamente, si costituiscono o si disintegrano, ma
comunque si determinano. La violenza non è infatti soltanto un momento di
crisi tra soggetti o tra gruppi, ma anche un fattore di crisi entro le
identità individuali e collettive. In tutti i casi ci si trova di fronte a
un fenomeno decisivo. Approfondire il tema della violenza può dunque fornire
una feconda prospettiva di ricerca del punto in cui le identità si
sciolgono, mettendo a nudo la propria genesi, o si annodano, delineando i
contorni della propria prassi. Benché tutte le forme di violenza possano
essere considerate, in linea di principio, un possibile oggetto di studio,
il Gruppo si caratterizza per un interesse più spiccato verso il fenomeno
della guerra.
L'indagine sui linguaggi della guerra nasce dalla constatazione che
fin dalle sue origini, nell’epica omerica, la cultura dell'Occidente ha
parlato il linguaggio della guerra. Politica, cultura, etica, estetica,
pedagogia, arte: la guerra non soltanto tocca tutte queste sfere, ma ha
svolto spesso un ruolo fondante rispetto a esse, in virtù della sua intensa
capacità di porsi come dimensione genetica di significati e valori condivisi
proprio là dove la violenza sembra demolire ogni formazione di senso.
Rompendo con questa tradizione ancestrale, il XX secolo ci ha fornito però
innumerevoli rappresentazioni della guerra quale principale paradigma
espressivo dell'insensatezza esistenziale, sociale e storica dell'umanità
contemporanea. Questa condanna senza appello del fenomeno bellico,
articolata dal discorso politico, giuridico e artistico-letterario del
Novecento, viene tuttavia pronunciata da un secolo che da essa è stato
tragicamente, ma anche appassionatamente dominato. Oggi, al termine di quel
secolo, la sua mastodontica contraddizione impone perciò una
riconsiderazione globale della guerra che, passando attraverso l'analisi dei
suoi molteplici linguaggi, riconosca in essa quella lingua madre che
l'Occidente, nonostante i proclami pacifisti, non ha mai smesso di parlare.
A partire da questa premessa storico culturale, il Gruppo si propone di
svolgere attività di ricerca teorica e critica caratterizzate da:
Il Gruppo si propone innanzitutto di svolgere attività di ricerca all’interno dell’Università ma, data la natura dei suoi interessi, ritiene auspicabile lo sviluppo di iniziative tese a promuovere un dibattito socialmente utile (pubblicazioni, corsi di formazione, seminari aperti, convegni ecc.). Si sforzerà perciò di stabilire rapporti anche con soggetti e istituzioni esterne all’Università. |
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Coordinatori: Stefano Rosso e Antonio Scurati Comitato direttivo: Stefano Rosso, Eva Banchelli, Oliviero Bergamini, Giovanni Bottiroli, Giorgio Mariani, Federica Sossi, Antonio Scurati, Marilyn B. Young Ubicazione: Università degli studi di Bergamo Dipartimento di Scienze dei linguaggi, della comunicazione e degli studi culturali Piazza Rosate, 2 - Ufficio 211 24129 Bergamo - Italia Contatti: Telefono: 035-2052.706 fax: 035-2052.789 E-Mail: guerra@unibg.it |
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