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LA SALUTE

Un gatto sano presenta il pelo lucido, liscio e intatto, occhi puliti e vivaci e narici quasi asciutte. Ha un'andatura sciolta, pulisce regolarmente con la lingua ogni parte del proprio corpo e fa le fusa al momento opportuno. Quando lo si tocca o lo si accarezza non si ribella. Ogni volta che il vostro micio presenta un comportamento insolito che si protrae per piú giorni, significa che c'è qualcosa che non va ed è quindi il caso di rivolgersi al veterinario. "Visitate" regolarmente il vostro gatto, in modo da prevenire disturbi piú gravi, consultate prontamente il veterinario e siategli d'aiuto durante la visita ( ambulatoriale o a domicilio ) descrivendo atteggiamenti strani e alterazioni d'umore dell'animale.

veterinario

I parassiti esterni:

  1. Acari della rogna: la rogna o scabbia è una parassitosi causata da un acaro che si annida negli strati piú superficiali della cute e provoca una grave infiammazione con intenso prurito, caduta del pelo e croste. Le zone piú colpite sono la testa, le orecchie e il collo. Si presenta soprattutto nei gatti randagi mentre è rarissima in quelli domestici. La diagnosi può essere fatta solo con l'osservazione al microscopio degli acari. Esiste anche un tipo di rogna particolare che colpisce esclusivamente le orecchie, provocando un'otite con cerume brunastro e un notevole prurito. E' una comune parassitosi del gatto, molto contagiosa tra animali della stessa specie o di specie diverse come il cane, mentre per l'uomo non presenta alcun pericolo.
  2. Funghi: un discorso a parte meritano le affezioni cutanee causate da funghi poichè possono essere contagiose per l'uomo. Le cosiddette micosi cutanee provocano lesioni localizzate o diffuse che si presentano senza peli oppure con peli spezzati, e con una modesta o notevole irritazione. Qualora le lesioni siano evidenti e ben localizzate, la diagnosi non sarà difficile per il veterinario. Esistono però casi di difficile individuazione talvolta anche per il veterinario piú esperto; vi sono cioè soggetti (soprattutto tra i persiani) che pur avendo la malattia non ne presentano i sintomi. I gatti colpiti da micosi sono in genere giovani randagi deperiti che vivono in cattive condizioni igieniche; un esemplare che vive in casa può contrarre l'infezione dal contatto con questi gatti infetti.
  3. Pidocchi: sono parassiti specifici del gatto che vivono sulla cute e morsicandola provocano desquamazione e prurito. Gli insetti adulti si individuano con difficoltà mentre le loro uova biancastre (lendini) sono facilmente visibili sui peli. Non colpiscono l'uomo.
  4. Zecche: colpiscono raramente i gatti, se non quelli che vivono in campagna a contatto con cani e altri animali da cortile. Vivono succhiando il sangue del loro ospite e, dopo il pasto, si gonfiano raggiungendo in poco tempo dimensioni notevoli. Spesso vengono scambiate dai proprietari per cisti o tumori cutanei. Bisogna rimuoverle con particolare attenzione perchè possono rompersi liberando il sangue, potenzialmente infetto che contengono.

I parassi interni:

  1. Protozoi: si tratta di microscopici parassiti di origine animale, come i coccidi tra cui il toxoplasma. Colpiscono tutti l'apparato gastroenterico dando diarrea e anemia.
  2. Vermi: si dividono principalmente in vermi tondi e vermi piatti (tenie). Tra i primi, sono particolarmente diffusi gli ascaridi, presenti quasi sempre nei giovani gattini, nei quali causano diarrea, anemia, deperimento e addome globoso. Altri tipi di vermi tondi meno comuni nei gatti sono gli anchilostomi, che causano diarrea a volte con sangue, anemia e debolezza, e gli strongilidi, che vivono nei polmoni causando problemi respiratori come tosse secca o asma. Tra le tenie una un particolare è molto diffusa tra i gatti: ha come ospite intermedio la pulce e può dare come sintomi (ma non sempre) dimagrimento, vomito e diarrea. Talvolta nella zona intorno all'ano si può evidenziare la presenza di alcuni "segmenti" di tenia che possono essere ancora vivi (sono mobili e bianchi) oppure secchi (di colore bruno-giallastro e grandi come semi di sesamo). La prevenzione della verminosi va fatta seguendo determinate norme igieniche, come non dare mai alimenti crudi, programmare una intensa lotta alle pulci, tenere pulita il piú possibile la lettiera.

Le malattie virali:

  1. Gastroenterite infettiva: malattia altamente contagiosa che può essere trasmessa mediante il contatto diretto o indiretto. Compare dopo un periodo di incubazione di 2-9 giorni e causa negli esamplari giovani sintomi gravi fino alla morte. Il virus colpisce l'intestino causando vomito, diarrea emorragica e rapida disidratazione, ma può interessare tutto l'organismo con febbre, anemia e depressione. Può essere curata con adeguate terapie e prevenuta con la vaccinazione.
  2. Immunodeficienza felina (FIV): è simile alla sindrome da immunodeficienza umana, ma è causata da un'altro tipo di virus che non colpisce l'uomo. I gatti si trasmettono la malattia col morso e il periodo di incubazione è piuttosto lungo; l'infezione predispone a tutta una serie di malattie virali e batteriche e porta inesorabilmente alla morte in un tempo piú o meno lungo. La diagnosi viene eseguita con un test sul sangue. La terapia specifica non esiste, ma si mira solamente a limitare le infezioni secondarie. Per evitare che il gatto si infetti, è necessario che non venga a contatto con soggetti potenzialmente infetti (maschi interi randagi o girovaghi). Non esiste alcun vaccino per la prevenzione.
  3. Influenza felina: è un complesso di malattie respiratorie provocate da due tipi di virus che causano infiammazioni al naso, agli occhi e alla trachea con sintomi quali: inappetenza, starnuti, scolo oculare e nasale, tosse. La terapia sarà tanto piú efficace quanto prima avrà inizio. Esiste la vaccinazione che viene raccomandata prima dei mesi freddi.
  4. gatto malato
  5. Leucemia felina (FELV): grave malattia che porta a un aumento esagerato dei globuli bianchi del sangue e predispone ad altri tipi di infezioni ed ai tumori. Può essere trasmessa per contatto diretto tra gatto e gatto (è sufficiente che mangino dalla stessa ciotola) e i sintomi piú comuni sono: anemia, debolezza, calo di peso, vomito, diarrea e problemi respiratori. La diagnosi si esegue con un test di laboratorio e le cure sono poco efficaci. E' quindi piú utile una buona prevenzione evitando che il gatto abbia contatti con individui randagi potenzialmente infetti e sottoponendolo a vaccinazione annuale.
  6. Peritonite infettiva (FIP): causa gravi epidemie soprattutto tra gli esemplari di allevamento o quelli che vivono in colonie. La sintomatologia è grave, in particolare negli animali al di sotto dei 2-3 anni di età, e consiste nella comparsa di febbre, calo di peso, vomito, diarrea, rigonfiamento dell'addome e difficoltà respiratorie. La terapia è piuttosto complicata e spesso inutile. Non esiste alcun vaccino preventivo.
  7. Rabbia: si manifesta con turbe del comportamento, paralisi, e in poco tempo porta alla morte. E' pericolosa per tutti i mammiferi, uomo compreso. Esiste un articolo preciso del Regolamento di Polizia Veterinaria che ne disciplina la profilassi sul territorio nazionale. Nelle regioni dove la malattia esiste (negli ultimi anni solamente Alto Adige e Friuli ) la vaccinazione viene resa obbligatoria per tutti gli animali domestici, gatti compresi.



Gatto europeo pix Gatto sul cuscino pix Gatto nero pix Cucciolo persiano
Html e grafica : Rossana Santinelli
Associazione Nazionale Felina Italiana