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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO

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Il Camino de Santiago

Il Camino de Santiago e la modernità: le istituzioni civili ed ecclesiastiche

Una volta tornato a casa dopo centinaia di chilometri di Camino costellati da incontri, condivisione di fatiche e gioie, acquisizioni spirituali e, la maggior parte delle volte, superamento dei propri limiti fisici, in ogni pellegrino sorge spontanea una domanda: “e ora, che fare?”.

Il pellegrinaggio lascia dentro l'animo della persona che l'ha compiuto molte pulsioni, prima fra tutte una forte volontà di diffonderne la conoscenza. In questo modo, il Camino acquista quella fama a livello europeo ma anche mondiale che oggi lo contraddistingue.

Il pellegrino, fresco di benedizione apostolica, sente la necessità di “aiutare” fisicamente, offrendo parte del proprio tempo alla causa del Camino: è in questo modo che fioriscono, oltre a già consolidati interventi a livello ufficiale, iniziative civili ed ecclesiastiche, rigorosamente senza fini di lucro, che hanno il compito di far conoscere, facilitare, apportare migliorie al Camino e perpetuare lo spirito pellegrino.

Di queste associazioni esistono attualmente tre tipologie, ognuna con un preciso ambito di azione:

Principalmente, si differenziano fra loro poiché i centri di studi si occupano di pura ricerca scientifica, le Associazioni affiancano ad essa una predominante attenzione al pellegrinaggio propriamente detto, mentre le confraternite, di chiara matrice religiosa, fanno di quest'attenzione la loro unica e fondamentale missione1.

Le confraternite

Dal punto di vista storico le confraternite (cofradías in spagnolo) rappresentano il primo nucleo associativo del Camino, e riuniscono gruppi di fedeli devoti all'apostolo che si dedicano ad assistere il pellegrino lungo il suo cammino.

I primi esempi documentati si riferiscono al dodicesimo secolo, ma bisogna attendere il 1315 per assistere alla nascita della prima confraternita vera e propria, fondata da alcuni cavalieri di Parigi. A essa seguiranno, poco dopo, le confraternite di Firenze, Assisi e Strasburgo.

Oltre a fornire aiuto e celebrare messe e funerali, la confraternita parigina gestiva un rifugio dove una quarantina di pellegrini potevano pernottare ogni notte. Requisito principale per essere membri era l'aver compiuto il pellegrinaggio; non era ritenuta vincolante l'estrazione sociale, in quanto sia nobili che borghesi, artigiani e contadini avevano diritto a farne parte2.

Le confraternite potevano essere di tre tipi diversi: quelle più numerose si dedicavano all'assistenza spirituale dei confratelli, in nome dell'apostolo; alcune, a carattere guerriero, avevano la missione di difendere le popolazioni in caso di minacce esterne, mentre la maggior parte si dedicava esclusivamente al fornire ospitalità al pellegrino.

In Spagna la prima confraternita nasce a Estella, in Navarra, nel secolo XIII. Sorge invece nel 1499 la Cofraría del Señor Santiago di Santiago de Compostela, ritenuta da sempre la più importante. Nel 1942, per intercessione del papa Pio XII, fu elevata al rango di Archicofradía e da allora agisce come riferimento per le oltre settecento confraternite di Santiago diffuse oggi nel mondo. A una netta prevalenza europea si affiancano numerose confraternite delle due Americhe e del continente australiano.

In Italia, dove la presenza di pellegrini "organizzati" è documentata come una delle più antiche3, è Perugia il fulcro dell'interesse verso il Cammino.

La Confraternita di San Jacopo di Compostella, nata il 29 settembre 1981 su modello di quella originaria del secolo XV, può essere considerata un'istituzione a carattere nazionale che opera a favore della diffusione del pellegrinaggio compostellano. Essa dispone, inoltre, di un rifugio lungo il Camino de Santiago (San Nicolás de ponte Fitero, in provincia di Burgos) e si adopera per la realizzazione di un percorso sul territorio dell'antica via francigena, che collega il centro Italia con le Alpi allacciandosi successivamente alla via francese del sud, la tolosana, che conduce direttamente a Santiago.

Anche la Confraternity of Saint James, nata nel 1983 a Londra, è di primaria importanza per la diffusione dello "spirito pellegrino": essa, oltre a gestire il rifugio di Rabanal del Camino (provincia di León, a 223 chilometri da Santiago), redige ogni anno una nuova guida con tutte le informazioni utili a chi decide di intraprendere il Camino.

I centri di studi compostellani

Sempre Perugia è il luogo natale del secondo tipo di istituzioni compostellane qui analizzate: nel 1982, allo scopo di coordinare con un'unica struttura gli studi giacobei svolti in Italia, viene creato il Centro Italiano di Studi Compostellani.

Contribuiscono al suo sviluppo professori universitari, studiosi che operano in archivi e biblioteche, singoli ricercatori. Convegni, conferenze e dibattiti sono tra le principali attività del Centro, così come l'allestimento di una biblioteca interamente dedicata alla tematica giacobea e la pubblicazione di un bollettino trimestrale di informazioni, Compostella. Collabora infine con gli altri centri di studi operanti all'estero, come il francese Centre Européen d'études de Recherche et d'histoire Compostellanes e il tedesco Deustche St. Jakobus-Gesellschaft.

Le Associazioni di Amici del Camino de Santiago

Le Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago rappresentano un fenomeno relativamente recente di associazionismo giacobeo e hanno fornito un contributo fondamentale al risveglio d'interesse che il Camino ha suscitato in tutto il mondo dagli anni Ottanta a oggi.

Già presenti dal 1950, anno in cui a Parigi nacque la prima Associazione, il vero punto cardine del loro sviluppo è datato 1985, quando, in un incontro di studiosi organizzato dall'arcivescovo di Santiago, emerse la necessità di “crear Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago, asignándoles a cada una la responsabilidad de su provincia o parcela”4.

Dall'anno successivo ad oggi si contano più di cinquanta associazioni di questo tipo, ognuna con un suo statuto. Possiamo dividerle in sei gruppi secondo la loro area d'influenza5:

I primi due gruppi sommano la metà delle associazioni attualmente in attività, mentre a livello nazionale esiste la Federación Española de Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago6, che riunisce la quasi totalità delle associazioni spagnole e le tiene costantemente informata tramite la propria rivista Peregrino, nata nel 1987.

Il movimento associativo giacobeo è inoltre caratterizzato da una notevole diffusione al di fuori dei confini spagnoli: sono a tutt’oggi diciassette7 le associazioni internazionali iscritte al Registro de Entidades Jacobeas, ma il loro numero è in costante ascesa. Diretta conseguenza, in particolare, dell’aumento del numero di pellegrini extraeuropei dai primi anni Novanta a oggi.

Ogni tre anni si celebra il Congreso Internacional de Asociaciones Jacobeas: dal primo (tenutosi a Jaca nel 1987), nel quale sono stati ben delineati gli ambiti di lavoro e gli obiettivi a breve e lungo termine delle varie associazioni, all'ultimo (Logroño, 2002), che ha visto la partecipazione attiva di Chiesa e Amministrazione Pubblica con una precisa volontà di dialogo e confronto, la strada percorsa è stata molta e i miglioramenti notevoli sotto tutti i punti di vista.

Dal punto di vista economico, le associazioni si finanziano tramite contributi dei soci, sovvenzioni di enti pubblici o privati, donazioni o ricavi da attività organizzate dalle associazioni stesse.

Tramite il loro statuto si viene a conoscenza degli obiettivi principali di ognuna di esse: promuovere il pellegrinaggio a Santiago de Compostela, fornendo continua assistenza al pellegrino, senza distinzione di età o di credo religioso; lavorare per la conservazione, la difesa e la rivalutazione dell'intero Camino de Santiago; unire gli sforzi di tutte le persone e le istituzioni interessate nella promozione, conservazione e recupero del patrimonio storico, culturale e turistico del particolare tratto di Camino in cui si opera; incentivare ogni tipo di studi, pubblicazioni e altre attività inerenti al Camino de Santiago; relazionarsi con altre associazioni aventi fini analoghi, sia in ambito nazionale che internazionale; invitare organismi pubblici e privati a intraprendere le azioni necessarie per portare a compimento tutti gli obiettivi precedentemente esposti.

Oltre a tutto questo, le associazioni si occupano di salvaguardare la tradizione del pellegrinaggio, diffondendone le usanze, la ritualità, i valori. Ad esempio, sono il principale riferimento per la distribuzione della Credencial del Peregrino (Credenziale del Pellegrino), l'importante documento che attesta la condizione di "pellegrino" in viaggio verso la tomba dell'apostolo San Giacomo.

Essa, che si può ottenere in modo gratuito facendone semplice richiesta alla più vicina associazione o confraternita, dà la possibilità al pellegrino di ricevere la Compostela8 una volta raggiunta Santiago.

Alle attività associative, gli stessi membri (ma anche tanti semplici individui che hanno compiuto il pellegrinaggio) affiancano un impegno in prima persona, offrendo il loro aiuto in termini di assistenza volontaria nei tanti rifugi9 sparsi lungo le strade del Camino: sono gli Hospitaleros Voluntarios, vero e proprio simbolo di quell'altruismo e quella generosità incondizionata considerate caratteristiche comuni di tutti i pellegrini che si recano ad limina Sancti Jacobi.

A tutt'oggi, questi “albergatori volontari” sono parte integrante della rete di persone, associazioni, enti ed istituzioni atte a promuovere il Camino. A conferma di ciò, alle loro esigenze è stata dedicata un'intera giornata dell'ultimo congresso giacobeo di Logroño.

Concludendo, si può affermare che la presenza attuale delle Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago sul territorio è consolidata e la loro azione è divenuta parte integrante del pellegrinaggio stesso. Una forte e continua collaborazione permette loro di raggiungere obiettivi di sempre più ampio respiro per venire incontro all'enorme crescita d'interesse che il Camino ha suscitato negli ultimi anni.

Questa crescita d’interesse, come in ogni situazione del genere, porta con sé vantaggi e svantaggi: mentre i primi risultano evidenti, i secondi, pur apparentemente non preoccupanti, potrebbero a lungo andare arrecare problemi alla causa del pellegrinaggio.

Fra questi, il rischio che più fa discutere tutti gli appartenenti al mondo del Camino (organizzazioni, studiosi, pellegrini stessi, semplici individui) è quello di una pericolosa e adombrante massificazione che anteporrebbe le leggi dello sfruttamento turistico a quelle più profonde e radicate della tradizione giacobea.

Gusto dell’esotico, vacanze economiche, opportunità di sfide sportive con sé stessi, viaggio meramente culturale: questi sono solo alcuni degli atteggiamenti che secondo molti rovinano la bellezza interiore del Camino de Santiago, una delle esperienze più antiche e affascinanti che l’uomo moderno ha ancor oggi l’opportunità di vivere, ricalcando le orme di uomini e donne appartenenti a più di un millennio di storia dell’Umanità.

Rispetto a questi problemi, le associazioni rappresentano oggi il principale strumento di difesa e valorizzazione del pellegrinaggio.

La loro costante opera di sensibilizzazione, il lavoro di rinnovamento della segnaletica e dei tracciati, la realizzazione di inchieste, statistiche e studi, in aggiunta a quanto detto in precedenza, risulta il modo migliore di diffondere la conoscenza del Camino mantenendone vivo lo spirito originale, permeato da una tradizione tanto ricca quanto indimenticabile.

Note

1 Così definisce Paolo Caucci Von Saucken la relazione tra centri e confraternite: “Il centro approfondisce le manifestazioni storiche del pellegrinaggio compostellano e la Confraternita ha una fonte sicura a cui far riferimento”. Santiago, foglio di informazione e di notizie sul pellegrinaggio della Confraternita di San Jacopo di Compostella- n.5 -settembre 2002, p. 1. Ritorno al testo

2 Cfr. Jose Carlos Rodriguez Fernandez, “Perspectiva histórica de las asociaciones. Su relación con las cofradías, instituciones civiles y eclesiasticas. Reflexiones sobre las actividades más relevantes de las asociaciones”, in AA. VV., Anden los que saben… Ritorno al testo

3 Cfr. Paolo Caucci Von Saucken, “Centri, Confraternite e Istituzioni Jacopee in Italia”, AA. VV. La "peregrinatio studiorum" iacopea in Europa nell'ultimo decennio, Pistoia 1997. Ritorno al testo

4 Jesús Tanco Lerga, “Intercambio de experiencias, acciones comunes y la representación consunta de las asociaciones jacobeas”, in AA. VV., Anden los que saben…, cit. p. 142. Ritorno al testo

5 Cfr. Antón Alvarez Sousa, Homo Peregrinus, Edicións Xerais, Vigo 1999, p.138-139. Ritorno al testo

6 Nata nel 1987 sotto il nome di Coordinadora Nacional de Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago, prenderà il titolo di Federación sei anni più tardi. Attualmente dispone di un sito internet molto attivo e utile per chiunque volesse avvicinarsi al Camino: www.caminosantiago.org Ritorno al testo

7 Si attesta la loro presenza in Germania, Italia, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Svizzera, Brasile. Ritorno al testo

8 La Compostela si ottiene mostrando i caratteristici sellos (timbri). In ogni rifugio e a volte anche in particolari chiese o monasteri, essi vengono apposti sulla Credenziale del Pellegrino per testimoniare l’effettivo passaggio da quel luogo. Il minimo di chilometri da percorrere per ottenere la Compostela è cento a piedi o a cavallo, duecento in bicicletta. Ritorno al testo

9 Più comunemente chiamati Albuergues de Peregrinos, se ne contano più di cento solo lungo il Camino Francés. Il pellegrino riceve ospitalità pagando una cifra simbolica, laddove nei rifugi di Galizia si richiede una semplice donazione. Per pernottarvi è necessario mostrare la Credenziale. Ritorno al testo

Prosegue con: Il Camino de Santiago come comunità virtuale.


Marco Lazzari, Daniele Biella, Convergenze tra realtà e comunità virtuale nel pellegrinaggio a Santiago de Compostela, http://www.unibg.it/lazzari/santiago_de_compostela/daniele_biella/cap2_4.htm

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