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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO

::: Univ. di Bergamo > Facoltà di Lettere e Filosofia > Marco Lazzari > Santiago > Daniele Biella > Camino de Santiago e comunità virtuali

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I capitoli:
I sottocapitoli:

Il Camino de Santiago come comunità virtuale

Para mí sólo recorrer los caminos que tienen corazón, cualquier camino que tenga corazón. Por ahí yo recorro, y la única prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahí yo recorro mirando, mirando, sin aliento.
Las enseñanzas de Don Juan

Seguiremos buscando el Camino. Gracias, muchisimas gracias, puñado de Peregrinos, locos, quijotes, soñadores. Pocos sóis, incansables y solitarios de cuerpo y alma, por los Caminos que repintáis con vuestras huellas.
Messaggio del membro di una lista di discussione sul Camino de Santiago

Para venir a lo que no sabes, has de ir por donde no sabes.

Nel primo capitolo abbiamo analizzato la comunicazione in rete e tutte le sue modalità d’applicazione all’interno della società attuale. Inoltre, abbiamo evidenziato le caratteristiche, i molteplici vantaggi e, nello stesso tempo, i possibili limiti in cui questa comunicazione può incorrere.

L’approccio è stato, quindi, a due sensi: da un punto di partenza reale (l’uomo creatore dei mezzi tecnologici e di comunicazione, inventore dei sistemi di scambio delle informazioni in rete) si è entrati direttamente nel mondo virtuale di Internet. Mondo talmente esteso e ramificato da permettere il ricrearsi (soprattutto grazie alla multimedialità) di quei reticoli sociali caratteristici della quotidianità di ogni individuo, espressione della sua innata volontà di aggregazione e proprio per questo riconducibili allo stesso reale da cui siamo partiti.

Cambiando punto di vista, abbiamo notato come proprio la condizione di reale, lo spirito d’aggregazione e la condivisione di esperienze siano caratteristiche peculiari del Camino de Santiago, della cui tradizione millenaria, giunta con vigore fino ai nostri giorni, abbiamo parlato nel capitolo precedente.

Nei quasi dodici secoli della sua storia, infatti, il pellegrinaggio a Santiago de Compostela ha convinto milioni di persone a mettersi in cammino verso la tomba dell’apostolo, sperimentando l’incontro con persone dagli usi, costumi e tradizioni il più delle volte assai differenti dalle proprie.

Fin dal principio, lungo il Camino lo scambio di informazioni avveniva sostanzialmente per via orale, e impegnava la memoria di questi umili personaggi che, una volta a casa, avrebbero divulgato quanto appreso sulla strada per la Galizia.

Successivamente, l’opera di monaci, scrivani, dotti o semplici appassionati dotati dei giusti mezzi, ha creato quella che abbiamo definito la “letteratura compostellana”, vero e proprio scrigno prezioso tramite il quale la historia peregrinationis è giunta essenzialmente intatta fino ai giorni nostri.

Nell’attualità, infine, l’avvento dell’informatica e della comunicazione di rete permette al Camino di trovare un’ulteriore opportunità di diffusione, dal potenziale tutt’ora parzialmente inesplorato ma già rilevante sotto molti punti di vista:

la informatica nos brinda la posibilidad de transmitir información por todo el planeta en pocas horas.La información llega puntualmente al peregino que está planeando el viaje, o a cualquier persona interesada.[…] Es además una forma de llegar a una gran cantidad de personas a las que la lectura de este boletín informático puede animar hacia un nuevo recorrido en sus vidas, y recordar a aquellas que lo hayan realizado los momentos pasados1.

Il ritrovo sulla Rete di persone che, nelle forme più varie2, condividono l’interesse verso il pellegrinaggio, getta le basi per la nascita di quel particolare tipo di aggregazione sociale al quale facciamo riferimento col nome di comunità virtuale.

Ad una profonda analisi proprio della dimensione virtuale del Camino de Santiago dedicheremo questo terzo capitolo.

Note

1 Fermín Armendaríz Istúriz, “Boletines informáticos w.w.w. sobre el Camino de Santiago”, en AA.VV., Anden los que saben, sepan los que andan, Congreso General Jacobeo, Lerga, Pamplona 1996. Ritorno al testo

2 Semplice interesse verso qualcosa di appena conosciuto, richiesta di consigli prima della partenza, volontà di “continuare il cammino” dal punto di vista mentale, dopo aver concluso quello fisico, sono alcune delle svariate motivazioni che, come vedremo, conducono un individuo ad accedere al mondo del Camino in Rete. Ritorno al testo

 

Prosegue con: Il mondo virtuale del Camino.


Marco Lazzari, Daniele Biella, Convergenze tra realtà e comunità virtuale nel pellegrinaggio a Santiago de Compostela, http://www.unibg.it/lazzari/santiago_de_compostela/daniele_biella/cap3.htm

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